L’oroscopo di Mevlana Rumi

 

(approccio geocentrico ed eliocentrico)

Articolo di Gorana Matijašević

Come il sale sciolto nel mare fui inghiottito dall’oceano divino,che portò via dubbi e sicurezze, tutta la precedente fede e sfiducia.Tutt’a un tratto nel mio petto risplendette una stella luminosa e tutte le galassie dell’universo scomparsero nella sua luce.”
Rumi  Mevlana

Rumi Mevlana era un mistico islamico del tredicesimo secolo, conosciuto anche come il fondatore dei dervisci giranti. A causa del suo animo gioviale e della sua pratica senza eguali è ricordato come “il volto gaio dell’islam” ed è considerato uno dei più importanti maestri sufi. Mevlana ha verseggiato i suoi pensieri su Dio e sull’Amore. Questi versi mistici hanno ispirato per secoli i ricercatori dell’essenza divina. Rumi è stato il poeta sufi più fertile. Tra i suoi quaranta e cinquantotto anni ha scritto oltre settantamila versi in persiano. Tra i suoi lavori risaltano particolarmente: “Diwân – e Shams-e Tabrîzî, una raccolta di conferenze intitolate “Fihi ma fihi” (C’è quel che c’è) e un commento mistico del Corano – „Mathnawî “ che è considerata l’opera più importante del misticismo islamico.

A causa delle poche traduzioni delle sue opere in lingue europee, Mevlana non era abbastanza conosciuto al mondo occidentale quasi sino al ventesimo secolo, quando è comparso un gran numero di sue opere in inglese. Negli anni novanta, con la sua permanenza nella costellazione del Capricorno, Urano ha attivato la Luna natale di Rumi, il pianeta relativo alla fama e alla moltitudine. In questo periodo la personalità e le opere di Rumi Mevlana hanno attirato un grande interesse nel mondo, soprattutto in America dove è stato eletto a poeta più letto del decennio. In un numero del 2005, il quotidiano inglese The Guardian ha espresso un commento molto interessante sulla popolarità di Rumi negli Stati Uniti d’America: “È incredibile come dopo l’11.  settembre, Bin Laden e lo scontro di civiltà, il titolo di poeta più venduto d’America non è stato portato a casa de nemmeno uno dei giganti della letteratura americana come Robert Frost, Robert Lowell, Wallace Stevens. Questo titolo non è stato vinto nemmeno da Shakespeare, Omero, Dante e nemmeno da qualche altro poeta europeo, ma, incredibilmente, da un teologo mussulmano chiamato Mevlana, che alcuni secoli fa aveva insegnato l’islamismo nella sua madrasa in Turchia.” (2)

Ad ogni modo, per comprendere la popolarità di Mevlana tra i lettori di tutto il mondo, la quale non si riflette nella sua appartenenza religiosa, nemmeno nell’estetica della sua espressione poetica, dobbiamo volgerci verso il significato delle sue parole che riflettono il suo essere consapevole della propria essenza.

 

 

Da uomo di scienza a mistico in estasi

Questo celebre sufi noto con il nome di Rumi Mevlana nacque il 7. ottobre 1207 secondo il calendario gregoriano, nel segno della Bilancia con l’ascendente in Vergine. Quel giorno il suo Sole era in esatta congiunzione con Spike, la stella “della conoscenza e delle profonde rivelazioni” che con il suo forte influsso porta fama e sviluppo attraverso la religione, l’arte, la filosofia e la scienza. Nello stesso tempo, Urano, il pianeta “della verità e delle scoperte”, ha influito fortemente sulla prima casa dell’oroscopo e questo ha portato a Rumi la via del sincero ricercatore di Dio che cerca la verità in se stesso.

Nato nella città di Balkh nella zona nord occidentale dell’odierno Afghanistan, Rumi è cresciuto in una ricca famiglia di origini persiane famosa per il lungo lignaggio di mistici islamici. La posizione del Nodo lunare nord sul simbolo sabiano “I fiori bianchi illuminati dal sole è fiorito sui campi mistici dell’antica Babilonia”, indica all’influsso famigliare, al misticismo e alla ricca eredità persiana che si è espressa attraverso la personalità di Rumi e la sua creatività poetica.

Sulla prima educazione e sul primo orientamento religioso di Rumi ha influito suo padre Bahâ âlDîn Walad, il quale come membro dell’ordine derviscio Kubrawia aveva la sua scuola e un gran numero di seguaci. Attraverso la posizione di Saturno in Gemelli si può dedurre che il padre non era soltanto un maestro consacrato, ma era anche un genitore molto severo ed esigente. Questo ha portato a Rumi molte conoscenze, ma anche la sensazione di essere vincolato dalle numerose forme e usanze religiose impostegli. Questa posizione di Saturno indica all’importanza di trascendere i concetti limitanti sull’islam che aveva acquisito dall’educazione famigliare e poi con la sua successiva educazione teologica.

L’influsso dominante di Urano nell’oroscopo geocentrico si esprimeva attraverso improvvisi cambiamenti del luogo di residenza e delle circostanze di vita, i quali hanno influito in modo specifico sulla sua maturazione di Rumi. Il primo cambiamento importante è avvenuto già nella prima infanzia, all’età di cinque anni, quando anche a causa del pericolo dell’invasione mongola, aveva lasciato definitivamente la città natale di Balkh con tutta la famiglia. Per alcuni anni la famiglia di Mevlana viaggiò attraverso le terre arabe, restando per un po’ a Baghdad, Damasco, a La Mecca e a Nishapur, sino a trasferirsi definitivamente in Anatolia in Turchia. Questa lunga strada da Balkh sino all’Asia Minore lo portò a conoscere diversi popoli e le loro usanze. Oltre al persiano che era la sua lingua materna, imparò molto presto perfettamente l’arabo, il greco e il turco. In questo senso è particolarmente interessante l’oroscopo astro-locale di Mevlana, il quale indica che a causa dello spostamento verso occidente, al posto del segno della Vergine sull’Ascendente sorse il segno del Leone, ponendo in risalto le caratteristiche favorevoli del Sole con la stella Spike.  Questo offrì a Rumi anche la possibilità di consapevolizzare e scorgere più chiaramente i propri talenti e potenziali. Nella regione dell’Asia Minore, anche la rilevanza del suo Mercurio e del suo Nettuno era molto maggiore rispetto al luogo di nascita. Questo ha favorito tra l’altro uno sviluppo accelerato delle capacità verbali, un maggior orientamento verso le idee spirituali e soprattutto verso la consapevolizzazione dell’Amore.

Su invito del sultano selciukido la famiglia di Mevlana si stabilì definitivamente nella città turca di Konya dove suo padre lavorò come maestro di religione nella madrasa, la scuola religiosa mussulmana. All’epoca, Konya era la capitale del sultanato e una delle rare oasi tranquille nella quale trovavano rifugio artisti, uomini di cultura e membri di diverse comunità religiose. Per Mevlana iniziò allora un periodo di grandi sfide e difficoltà, perché poco prima di giungere a Konya, per ordine del padre il diciannovenne Rumi sposò, come concordato, Jawhar Khâtûn che era figlia dell’allievo più vicino al padre. Siccome Venere eliocentrica si trovava nel segno del Sagittario, era chiaro che avrebbe trovato la sposa lontano dalla terra natale. Inoltre, in quel periodo i problemi erano provocati anche da Nettuno e Saturno che formavano aspetti sfavorevoli con la Venere geocentrica, il che non ha permesso la scelta della sposa idonea. Il problema basilare, espresso tramite l’opposizione del governante della settima casa con Mercurio, si rifletteva nell’assenza di sostegno e di comprensione di sua moglie per ciò che concerneva le capacità di Rumi e le sue tendenze spirituali. Anche se il matrimonio gli portò velocemente due figli che amava infinitamente, lui si scontrava quotidianamente con il dato di fatto che l’attrazione sessuale e l’amore, come scambio di emozioni, non sono sempre collegati. Nonostante tutto ciò Rumi accettava con comprensione sua moglie, esprimendo la sua tendenza a dedicarsi completamente a un’unica donna, il che era insolito per il suo ambito culturale. Durante il ventunesimo anno, gli aspetti di Saturno verso il Nodo Lunare nord erano tanto intensi che potevano portarlo addirittura verso l’ascetismo e la totale rinuncia sessuale, ma il suo grande amore verso la gente ha fatto sì che Rumi accettasse il “gioco della vita” e di realizzarsi attraverso il matrimonio, la famiglia e l’insegnamento. Così il periodo dal diciannovesimo anno al venticinquesimo anno di età, portò una forte trasformazione della mente di Rumi attraverso la consapevolizzazione dei desideri e il confrontarsi con le proprie aspettative. Anche se iniziò a comporre poesie nella seconda metà della vita, molti suoi versi descrivono le sensazioni e i pensieri di quel periodo:

“…Bramo di fuggire dalla prigione del proprio ego,di smarrirmi nelle alture e nel deserto.…Dio, tu sei l’essenza dell’essenza. Bramo di cantare le Tue preghiere,ma permango muto nell’agonia dei desideri del mio cuore.”

Sino al ventiquattresimo anno Mevlana studiò e lavorò sotto l’occhio attento del padre. Poi, dopo la sua morte partì per la Siria dove per sette anni studiò scienze islamiche, giurisprudenza, letteratura e arabo, ascoltando conferenze di vari studiosi e mistici tra i quali c’era anche il celebre Ibn Arabi. In questo periodo Giove transitava sopra l’Urano natale e il Nodo Lunare Nord natale portandogli molti cambiamenti al suo approccio alla spiritualità. Anche se l’oroscopo di Rumi indica a eccezionali capacità intellettive, a grande dedizione alla scienza e al conseguimento di un ampio sapere accademico, Rumi non tendeva a questo status e a tanta erudizione. Tutto ciò che faceva era indirizzato verso una meta – la conoscenza di se stesso:

“…C’è in me un pesce affamato che in nessun modo trova ciò a cui brama. Mostrami la strada verso l’oceano”Frantuma questo piccolo recipiente, tutta l’illusione e tutta l’afflizione. …Non desidero né sapienza, né orgoglio né rispetto.”

I lungi anni di studi e le esperienze che aveva fatto hanno fatto sì che Rumi si immerga ancora più profondamente in se stesso alla ricerca della propria essenza. Questo è espresso anche dal simbolo sabiano “Circondato dai libri preferiti l’uomo siede e pensa”, il quale indica all’orientamento verso la consapevolizzazione del sapere per trascendere gli ambiti della tradizione ovvero i concetti limitanti e verso la consapevolizzazione di Dio in se stesso. Mevlana era consapevole che tutte le conoscenze temporali-spaziali sono relative e che soltanto Dio è la Conoscenza Assoluta che sgorga da ogni uomo: “L’intelligenza è necessaria affinché da bambini ricordiate tutti i dati di fatto, i concetti dei libri e le parole del maestro, affinché acquisiate tutte le informazioni delle scienze tradizionali e da quelle nuove. Con questo vi elevate nel mondo e ricevete la posizione consona alla vostra capacità di disporre di informazioni… Esiste un’altra conoscenza che è integrale ed è già in voi… Essa non sbiadisce con il tempo e non perde il suo significato. Essa semplicemente fluisce e non arriva dall’esterno verso l’interno. Questa conoscenza è come una fontana che sgorga da voi.” Durante gli incontri con vari intellettuali e teologi, Mevlana notò quanto la gente è legata all’intelletto e all’immagine che ha riguardo alla propria sapienza e importanza, senza comprendere che l’essenza della spiritualità non consiste nella conoscenza dettagliata degli insegnamenti mistici e nella vastità della propria cultura. Gli aspetti astrologici tra i geocentrici Mercurio e Nettuno riflette proprio la sua comprensione che l’intelligenza non è sufficiente a consapevolizzare la mente e a raggiungere l’unità con Dio: “L’intelletto va bene ed è utile se vuoi giungere sino alla porta divina. Ma quando giungi a questa porta, abbandona l’intelletto…Quando giungi a Dio, abbandonati a Lui! Allora non hai più nulla a che fare con domande sul “perché” e sul “a causa di cosa”. Sappi che la saggezza intellettuale è soltanto l’atrio. Anche se possiedi la saggezza di Platone, ti trovi ancora davanti alla porta divina.”

Dopo aver terminato gli studi in Siria, Mevlana tornò a Konya dedicandosi all’insegnamento del misticismo islamico nella madrasa cittadina. I suoi biografi annotano che grazie al suo modo di fare schietto diventò presto benvoluto dai concittadini, i quali frequentavano in numero sempre maggiore le sue conferenze pubbliche. Come maestro e relatore Mevlana dimostrava una gran pazienza nel lavoro con la gente, esprimendo profonda comprensione e compassione verso le loro difficoltà e i loro problemi. A questo indica soprattutto la posizione di Mercurio in Bilancia. La capacità di accettare gli altri e di dedicarsi a loro era veramente grande e sgorgava dall’amore che provava verso tutti, ovvero dall’alto grado di consapevolizzazione della sua mente e dalla comprensione che tutti gli altri sono una sua proiezione.

“Tu” e “io” sono soltanto parole che uso,ma non esistono un “io” e un “tu” separati. 

„Ogni cosa che esiste al mondo non è fuori di te. Qualsiasi cosa tu cerchi, cerca in te, perché tu sei TUTTO.

          Anche se la Luna in Capricorno nell’oroscopo di Rumi indica una grande autodisciplina e all’applicazione di metodi molto intensi di purificazione della mente tramite lunghe preghiere e saltuari digiuni, Rumi Mevlana non era un asceta. Anzi, la posizione nell’oroscopo geocentrico di Venere e Marte nel segno dello Scorpione indica al suo grande dinamismo e al suo vivere con passione. La sessualità, come elemento molto importante del suo esprimersi individuale, è posta particolarmente in risalto dall’oroscopo geocentrico ovvero dalla Terra con il simbolo sabiano “La donna e l’uomo abbracciati e avvolti dal serpente, il quale esprime la tendenza di Rumi di esprimersi attraverso tutti i segmenti della vita, non rinunciando a nulla e accettando la vita, consapevole della differenza tra l’illusione e la Realtà. Inoltre, l’influsso della Bilancia, il segno di Venere, il quale si esprime attraverso la socialità e il sodalizio e l’attitudine all’umorismo, alla poesia, perfino alla musica. Rumi amava infatti suonare, circondato dalla famiglia dagli amici più cari, lo strumento persiano rebab. La sua vita famigliare è stata però piena di inquietudine e di avvenimenti improvvisi. Questo è indicato anche dalla posizione di Nettuno in ottava casa. Una posizione che quando aveva trentadue anni gli ha portato la malattia e la morte della moglie. Nemmeno questo avvenimento ha indotto Mevlana a ritirarsi nella solitudine, perché era profondamente consapevole che la vita di coppia non è un ostacolo per la consapevolizzazione della mente, ma è uno delle vie verso Dio:

“…Dio, tu sei l’essenza più sottile dell’anima di ogni donna e di ogni uomo.Quando l’uomo e la donna si uniscono, tu sei questa unità. Quando l’individualità loro scompare, soltanto tu sei.”

          Consapevole che la vita è soltanto una manifestazione, Mevlana tendeva a realizzarsi  attraverso la famiglia, la prole, ma anche attraverso una donna che lo comprendesse. Così a trentatré anni sposò Kirâ Khâtûn che, con molto amore da ambedue le parti, gli diede ancora due figli. Siccome lei era vedova e aveva avuto un figlio dal matrimonio precedente, la loro famiglia comune contava cinque figli. A causa delle origini cristiane di Kirâ, il loro matrimonio provocò la disapprovazione e la condanna da parte degli islamici ortodossi, ma Mevlana non prestò attenzione al pensiero pubblico, bensì si dedicò con molto amore alla moglie e ai figli, alla loro educazione ed evoluzione. Come marito non scelse la via della dominazione sulla moglie, ma la via della comprensione della moglie e delle sue necessità. L’amore di Mevlana verso Kirâ e il suo essere consapevole che lei era una sua proiezione influirono anche sulla consapevolizzazione della moglie. Venere in Scorpione e la Luna in Capricorno come pianeti “femminili” nel segno del loro esilio, indicano che a Mevlana era chiaro quali fossero gli ostacoli che sua moglie doveva trascendere per consapevolizzare Dio in se stessa e contemporaneamente realizzarsi attraverso la maternità e la sessualità. Ha perciò influito consapevolmente su questi processi eliminando gli ostacoli per la consapevolizzazione della mente della moglie. Il suo oroscopo descrive Kirâ come una donna molto forte e devota, che in Mevlana vedeva un “uomo di conoscenza” e che quindi il tempo si dedicò sempre più alla pratica spirituale e al lavoro con le donne che aderivano all’ordine derviscio di Mevlana.

Nel trentottesimo anno di età di Rumi ci furono importanti cambiamenti nella sua vita. Allora conobbe il sufi errante Shams âlDîn Tabrîzî. Sin dall’inizio a Rumi piacque l’apertura e l’essere diretto di Shams, l’assenza del severo formalismo religioso e la sua ottima conoscenza delle tecniche spirituali sufi. La posizione esaltata di Giove nell’undicesima casa indica a un influsso molto stimolante di Tabrîzî sul processo di maturazione di Mevlana, ma anche alla nascita di una grande amicizia. Anche se gli insegnò un gran numero di tecniche sufi di respirazione e di movimento, tra cui c’erano anche elementi della danza dei dervisci, Tabrîzî sottolineava spesso di non essere il maestro di Mevlana, perché non poteva trasmettergli nulla di sostanzialmente importante che non fosse già conosciuto a Mevlana. Mevlana e Tabrîzî passarono un anno intero assieme pregando e immersi nella danza estatica senza avere molti contatti con il mondo esterno. In questo periodo Mevlana dimostrò sempre meno interesse per le conferenze formali sulla religione, trascurando i suoi doveri di maestro alla scuola religiosa. Le sue idee all’avanguardia e il lavoro con Tabrîzî mettevano in serio pericolo i principi dell’islam tradizionale, il chi ha portato ad ambedue molti nemici tra i circoli religiosi di allora.  Un giorno Shams Tabrîzî scomparì misteriosamente e dopo alcuni mesi di vana ricerca a Mevlana divenne chiaro che Shams era stato assassinato dai loro nemici. L’influsso di Plutone in dodicesima casa che indicava a nemici pericolosi, si espresse nuovamente un anno più tardi, quando anche il figlio maggiore di Mevlana perse la vita in modo simile. A quell’epoca la comunità mussulmana premeva fortemente su Mevlana affinché tornasse alle conferenze sufi tradizionali. Lui decise però di lasciare il lavoro nella madrasa cittadina e di dedicarsi esclusivamente alla sua scuola derviscia. Proprio in questo periodo, tra il suo 38° e 43° anno di età, si svolgevano anche i processi più intensi di consapevolizzazione della mente, i quali erano accompagnati da forti aspetti dei pianeti trascendentali verso i Nodi lunari. Anche se la carta astrologica di Mevlana, sia quella geocentrica che quella eliocentrica, contiene molti dettagli che pongono in evidenza una sua potenziale spiritualità profonda, l’aspetto interessante del suo oroscopo consiste nella moltitudine di quadrati e di opposizioni che indicano a una grande lotta, a un enorme abbandonarsi e a un enorme determinazione a trascendere tutti gli ostacoli nel processo di maturazione:

“O, Amato,sottraimi ciò che desidero,sottraimi ciò che faccio,sottraimi ciò di cui necessito,sottraimi tutto ciò che mi sottrae da Te.“

È interessante menzionare che i Nodi lunari sul 29° del Leone/dell’Acquario hanno evidenziato in modo particolare la sua capacità di scrutare dentro se stesso, ovvero la sua predisposizione accentuata a orientare la mente verso l’interno per consapevolizzare Dio. Così in molti suoi versi Mevlana scrive della ricerca del divino sottolineando che la cosa più importante è penetrare a fondo dentro se stessi: “Vagai per le terre cristiane cercando ovunque, ma non trovai Dio sulla croce.Entrai nei templi dove gli indiani venerano i loro idoli, ma nemmeno là ne trovai traccia. Sono stato anche alla Kaaba alla quale si rivolgono vecchi e giovani, ma nemmeno qua trovai Dio.Infine guardai nel mio cuore – là lo vidi, là e da nessun’altra parte.” 

Rumi Mevlana è diventato consapevole della sua maturità nel suo 43° anno di vita, e dal 45° anno visse con la mente quieta e consapevolmente attiva nel costante essere -  consapevole di essere la Realtà (Dio, l’Assoluto) stessa e che la manifestazione è un’illusione. Il suo Mercurio geocentrico si trova sul grado astrologico dell’illuminazione “È spuntato un nuovo giorno – tutto è cambiato”, il quale indica tra l’altro al “risveglio spirituale” e a una diversa percezione della manifestazione: “Questo posto è un sogno. Soltanto il sognatore lo reputa reale”.  Il gran bisogno di libertà espresso attraverso l’influsso di Urano sull’Ascendente, si è manifestato attraverso il processo di consapevolizzazione della mente, ovvero attraverso il “liberasi” di tutto ciò che rappresentava un ostacolo per consapevolizzare Dio in se stesso: “…Infine sono libero da ciò che ero, dalle paure, dalle speranze e dall’immenso mare dei desideri”. Questa posizione di Urano indica nello stesso tempo alla rottura con i dogmi religiosi e a un approccio più libero alla religione islamica. In questo senso, la svolta più importante c’è stata dopo il 39° anno, quando ha iniziato ad applicare elementi completamente nuovi nella pratica spirituale, insegnando la danza derviscia e un insegnamento sufi unico, che con il tempo sarebbe diventata la Confraternita dei Mevlevi.

 

 

Rumi Mevlana il derviscio danzante 

Come sufi, Mevlana apparteneva alla tradizione mistica islamica che si basa sull’esperienza diretta della Verità o di Dio. Attraverso l’oroscopo eliocentrico e soprattutto attraverso la posizione di Nettuno, della Terra e del loro segno Ariete, relativo ai principi di “inizio e innovazione”, si può vedere non soltanto il percorso di Mevlana come ricercatore della Verità, ma anche la sua via di iniziatore di un nuovo insegnamento sufi. Agli elementi concreti della sua pratica spirituale indica la carta natale geocentrica nella quale Venere, il pianeta della bellezza e della danza, si trova nel segno mistico dello Scorpione. La posizione di Venere nel terzo campo dello zodiaco ha portato a Mevlana la capacità di esprimersi attraverso il movimento e la musica. Questo lo ha stimolato a creare, utilizzando questi elementi, una tecnica spirituale unica – il Samâ, una danza derviscia. Sul piano simbolico il Samâ è la rappresentazione del viaggio mistico del derviscio che si volge verso Dio: gettando il mantello all’inizio della danza il derviscio rigetta i suoi attaccamenti, poi girando su se stesso imita il movimento nella manifestazione – il movimento circolare degli atomi, il roteare della terra attorno al suo asse e del sole attorno alla galassia… Tenendo un palmo aperto verso il cielo e l’altro aperto verso la terra, il derviscio rappresenta il nesso tra il cielo e la terra, del manifesto e del non manifesto. Con questo rito musicale e danzante si smuove l’energia della colonna vitale, del canale centrale dei chakra e dei principali canali nadi (sushumna, ida e pingala). È interessante come la danza derviscia armonizza pure con le onde elettromagnetiche della Terra, il che sul piano fisiologico stimola l’osmosi.  L’estasi o lo stato di trance in cui entrano i dervisci nel corso dello Samâ è proprio lo stato di flow – lo stato del lasciarsi andare e dell’identificarsi con ciò che si sta facendo.

Mevlana utilizzava questa danza mistica derviscia, come anche una serie di altre tecniche spirituali, con lo scopo di trasformare la mente e di smuovere processi energetici e mentali nei suoi allievi. Dall’altra parte il Sole in seconda casa con Marte in Scorpione indicano alla sua eccezionale capacità di costituire e costituire l’energia, ma anche di scorgere chiaramente gli ostacoli nel processo di autorealizzazione di ogni singolo individuo:

“Su questa strada non essere un qualcuno che guardandosi attorno è in costante attesa.Per Dio non c’è peggior cosa dell’impaziente attesa.

*     *     *

“Liberati dalla preoccupazione, pensa a colui che ha creato il pensiero!Perché rimani in cella, visto che la porta è completamente aperta?Esci dal cerchio delle paure e vivi nel silenzio.”

È interessante che l’influsso della Luna mese di Mevlana in Capricorno non si esprimeva attraverso un’emotività fredda e la riservatezza, bensì attraverso l’orientamento verso il silenzio interiore e la quiete della mente. Pertanto, come maestro spirituale dava molta importanza alla canalizzazione delle emozioni e dei pensieri, sottolineando l’importanza di semplificare e ridurre i contenuti mentali: “Ognuno è sovraccarico di pensieri e da qua tutta la tristezza e sventura. Quando mi lascio andare ai pensieri lo faccio con uno scopo e quando voglio mi elevo sopra il loro influsso. Io sono come l’aquila, mentre il pensiero e come un moscerino. Come può un moscerino prevalere su di me?” Nell’oroscopo geocentrico e in quello eliocentrico si può notare pure come l’influsso di Saturno in Gemelli è stato consapevolizzato attraverso la comprensione che i pensieri sono limitanti per il processo di maturazione, e che la consapevolizzazione della mente porta al loro orientamento verso l’essenza divina e l’essere consapevoli della stessa – dell’infinito “Io Reale”.

“I pensieri sono limitanti, ma colui che li riparte è infinito. Così il limitato scompare nell’illimitato.”

Il Nodo Lunare nord, relativo ai principi di “sprofondamento  e di scomparsa” della mente si trova sull’ultimo grado del segno del Leone, il segno che più tra tutti è collegato con l’ego e le false rappresentazioni di se stessi. Questa posizione astrologica non indica soltanto al passaggio obbligato attraverso il processo di consapevolizzazione dell’ego e l’eliminazione dell’attaccamento al “falso io”, ma indica anche alla tendenza di Mevlana di evidenziare, nel lavoro con la gente, l’importanza del “liberarsi da se stessi” ovvero dall’attaccamento all’esprimersi individuale nel tempo e nello spazio:

“Se per un attimo soltanto ti liberassi da te stesso,il segreto dei segreti ti si rivelerebbe.Il volto dell’inscrutabile nascosto dietro l’universo,apparirebbe nello specchio della tua percezione.”

Mevlana era consapevole che lo scopo dell’esistenza dell’uomo è la consapevolizzazione di Dio in se stessi e che il ricercatore spirituale deve trascendere il concetto che l’uomo e Dio sono separati: “Nessun grande uomo afferma di essere in compagnia di Dio. Sino a che il “tuo io” non scompare e non inizia a vivere attraverso Dio, tu sei soltanto un rivoltoso che cerca la Sua compagnia. Quando vivi attraverso Lui, allora tu sei Dio. Si tratta della totale unitarietà e quindi come potrebbe essere considerata come compagnia?” Ad ogni modo, sapendo che la mente si basa sul principio della dualità (bene/male, maschile/femminile) Mevlana si è spesso occupato di questa questione. In questo contesto è interessante notare il simbolismo del segno della Bilancia, il quale porta il principio della dualità espresso tramite l’osservazione divisa dell’ “io” e del “tu”, ma porta anche la tendenza a consapevolizzare l’illusorietà di ogni suddivisione e di giungere così all’unitarietà – “io sono in tutti e tutti sono in me”:

“Dov’è questo “noi” e dov’è questo “io”? Tutto ciò è in Dio.Lui ha creato questo “noi” e questo “io” affinché, giocando con Se Stesso, ogni “noi” e ogni “io” potesse divenire uno e tornare infine all’Amato. Questa è tutta verità, perciò vieni, Tu che affermi: sii,Tu che sei di là di ogni descrizione.”

Sapendo che la mente ha l’incessante costante necessità di definire le cose e i collegamenti tra le cause e le conseguenze, Mevlana sottolineava pure l’importanza del completo abbandono a Dio come accettazione del divino in se stessi senza cercare alcuna descrizione e alcuna prova:

“…L’intelletto e i sensi indagano sulle cause e le conseguenze,mentre il ricercatore spirituale si abbandona al meraviglioso.”

L’opposizione di Mercurio e Nettuno nell’oroscopo geocentrico di Rumi esprime l’assenza della sua intenzione di definire ciò che è fuori della portata della mente. Mevlana descriveva spesso Dio come indefinibile, incomprensibile, meraviglioso… ed è interessante che nelle sue poesie si può spesso incontrare il principio della negazione, il quale è alla base della consapevolizzazione della mente: “Non vengo né da oriente né da occidente, né dalla terraferma né dal mare… Non sono né il corpo, né l’Anima…”. Consapevole dell’impossibilità di rispondersi alla domanda “Chi sono io?”, perché Dio non si può descrivere con le parole ovvero con la mente, indicava al fatto che con la risposta alla domanda “Chi non sono?” si può volgere la mente verso l’interno e affermava: “Devi separarti dalla propria individualità per scoprire ciò che resta dopo di ciò.”. Questa interessante tecnica spirituale, peculiare alla tradizione indiana e conosciuta con il nome di neti-neti, è in effetti, uno dei metodi di consapevolizzazione della mente che porta alla sua trasformazione e allo “stato in cui non siamo più un individuo” guidandoci sino alla Fonte stessa. Ad ogni modo, come appartenente alla tradizione mistica dell’islam, nella pratica spirituale Mevlana applicava tecniche originali sufi. Tra queste dava particolare importanza al “ricordare Dio” (zikr), la quale rappresentava la combinazione specifica della meditazione (preghiera) con tecniche di respirazione. È importante menzionare che tra i sufi della sua epoca, Mevlana non si è distinto soltanto con la sua danza derviscia, ma anche con la sua rivelazione importante che Dio si esprime contemporaneamente con le sue manifestazioni: “Giorno e notte, tutti manifestano Dio. Alcuni sanno cosa fanno e sono consapevoli della loro manifestazione, mentre altri non lo sono. In ogni caso, l’esprimersi di Dio è confermato.

La gran parte delle sue poesie parla dell’Amore, non inteso come emozione selettiva espressa verso qualcuno o qualcosa, ma inteso come Amore Infinito (come Vibrazione universale dell’Amore), e perciò definisce spesso Dio come “l’Amato”, definendo come “amanti” coloro che sono in amore con Dio:

Sia la luce sia l’ombra sono la danza dell’amore. L’amore è senza causa, esso è lo strumento del segreto divino.L’amante e l’Amante sono eterni e indivisibili.

L’importanza che Mevlana dava all’amore nel suo lavoro spirituale è espressa in modo particolare dal suo oroscopo della Conoscenza, dell’Amore e della Potenza, nel quale il campo dell’Amore comprende il settore più grande della carta dello zodiaco. Questo oroscopo esprime anche il suo orientamento verso la gente, la sua capacità di dedicarsi ad altri, ma anche l’idea che consapevolizzando l’Amore si giunge alla Consapevolezza di Dio in se stessi: “Sii ebbro d’amore perché esso esiste in tutto ciò che esiste. Senza la pienezza dell’amore e la condivisione dell’amore non ci sono altre vie a Dio.”. Mevlana era consapevole che amando gli altri si consapevolizza l’amore verso se stessi e verso Dio, e che è importante amare gli altri perchè ciò ci porta all’Assoluto. Con questo ha messo chiaramente in evidenza che gli altri sono uno strumento importante per autoriconoscersi. Considerando che l’Amore Infinito si manifesta in ogni uomo, lui afferma: “Il tuo compito non è cercare l’amore, ma quello di eliminare tutti gli ostacoli che ti impediscono di esprimerlo”. L’idea che l’amore trascende tutti i concetti religiosi, ha reso Mevlana unico nell’ambito del misticismo islamico: “La religione dell’amore si distingue da tutte le altre religioni. Coloro che amano Dio non hanno altre religioni tranne Dio stesso.”.

 

Con il proprio esistere Mevlana manifestava la Potenza Infinita, ma ciò che attira particolarmente l’attenzione è la sua rivelazione che la Potenza come manifestazione di Dio si esprime in ogni uomo assieme all’Amore e alla Conoscenza:

“L’amante chiede all’Amato: Ami più te stesso di me?L’Amato risponde: ‘Per me stesso non sono vivo, e vivo attraverso te.Non ci sono né io, né i miei attributi, tranne che in te.Ho dimenticato tutti gli insegnamenti, ma tramite te – io sono sapiente,non ho nemmeno potere, ma tramite te – posso.Quando amo Me, io amo te.Quando amo te, io amo Me.”

Nell’oroscopo della Conoscenza, dell’Amore e della Potenza, il campo astrologico della Conoscenza occupa il settore più importante dell’oroscopo (gran parte della prima casa dello zodiaco). Questo indica che cercando risposte alle sue domande sulla propria essenza, sull’infinito e il finito, Mevlana consapevolizzava Dio in se stesso, giungendo inizialmente a comprensioni di tipo intellettivo e poi a quelle che non si possono trasmettere con la mente. Da ciò, la sua via era sicuramente la via della Conoscenza e ciò è espresso anche da altri indicatori astrologici. Nell’oroscopo di Mevlana, l’attenzione è attirata particolarmente da Giove esaltato in Cancro, il pianeta meglio posto nell’oroscopo che forma la configurazione del grande trigone con Marte e Nettuno. Come pianeta relativo al processo di trasmissione del sapere, Giove indica a un’ottima predisposizione per il lavoro spirituale-energetico con le persone gente, il che lo ha reso un maestro eccezionale. L’aspetto di Giove con Marte gli ha portato capacità per un lavoro energetico pratico (apertura dei chakra, eliminazione dei blocchi energetici…). L’aspetto con Nettuno gli ha invece portato la capacità di indirizzare l’energia, entrando nello stato di flow, verso gli allievi e di influire così sui loro processi evolutivi.

Mevlana lavorava ogni giorno con le persone, tenendo conferenze e insegnando la danza derviscia. Era molto amato dai suoi allievi, i quali l’hanno soprannominato Mevlana che in arabo significa “nostro maestro”. Nonostante tutto, non poneva mai in rilievo la sua particolarità rispetto ad altri avvertendo che “il vero maestro annulla l’immagine di idolo che gli allievi si sono formati su di lui”. È importante rilevare che non stimolava gli allievi a negare l’individualità, ma gli sollecitava ad accettarla come propria manifestazione, incoraggiandoli a sviluppare i loro talenti e le loro capacità attraverso il costante discernimento dell’illusione dalla Realtà. Per questo la sua Confraternita ha espresso il maggior numero di artisti, letterati e scienziati del mondo islamico. Essendo consapevole del fatto che la consapevolizzazione di Dio non sottintende la fuga dalla vita e dalle sue sfide, poneva particolarmente in risalto l’importanza dell’esprimersi in modo spontaneo e libero:

„Pregate con passione.Lavorate con passione.Fate all’amore con passione. Mangiate, bevete, giocate e ballate con passione. Perché dovreste sembrare pesci morti in questo incommensurabile oceano divino?”

          Anche se in alcuni ordini dervisci ciò era una prassi abituale, Mevlana non indirizzava gli allievi all’ascetismo e a ricevere la carità, sottolineando che indipendentemente dalla sua devozione a Dio, ogni uomo deve vivere del suo lavoro e avere famiglia, figli… Secondo Mevlana la via spirituale non escludeva nessun’attività propria all’uomo comune, mentre il rapporto verso gli altri non doveva essere oberato da pregiudizi e da concetti negativi. A causa della sua apertura e accettazione degli altri indipendentemente dalla loro diversità religiosa godeva di grande rispetto da parte delle comunità ebraica e cristiana a Konya. Consapevole delle molte differenze nel loro esprimersi, Mevlana vedeva Dio in tutti e il suo ordine derviscio era aperto anche a chi era rigettato dalla società:

“Venite! Venite, ovunque voi siate.Pure se siete degli infedeli, pure se siete caduti mille volte, venite!Questa non è la porta della delusione e della tristezza. Venite proprio tali quali siete.”

Tra i suoi allievi c’erano anche molte donne che partecipavano alle pratiche spirituali assieme agli uomini, il che per l’epoca era una prassi insolita. Dalla prospettiva dell’evoluzione Mevlana sosteneva le donne, definendole spesso come la più bella manifestazione del Creatore – l’esempio terreno della potenza creativa divina. Nel lavorare con le donne poneva particolarmente in rilievo la maternità e la cura della famiglia quali elementi importanti per consapevolizzare Dio in dentro di se. Mevlana era famoso anche per la sua grande avversione per il burka. Reputava che la donna dovesse essere protetta dal suo buon cuore e non dai suoi abiti. L’aspetto di Mercurio con Urano nel suo oroscopo eliocentrico indica a un grande numero di idee molto avanzate per l’epoca in cui visse. I seguaci dell’Islam tradizionale avevano molto da ridire sul fatto che utilizzava la musica nel lavoro spirituale e perché nelle poesie usava parole “improprie” come ubriacare e vino, ma soprattutto perché interpretava il Corano a modo suo: “È stato detto che dopo Maometto Dio non si rivelerà a nessuno. E perché no?… Il Profeta pensava proprio a ciò quando disse ‘Chi crede vede la luce di Dio’… Quando il credente è nella luce divina vede tutto – il primo e l’ultimo, il presente e l’assente. Proprio per questo esiste il significato della rivelazione addirittura quando non la chiamiamo così.” Mevlana era contro il cieco credere delle regole religiose ed evidenziava che la preghiera non è completa senza la sensazione di presenza. Talvolta mostrava in modo molto diretto la sua contrarietà al severo formalismo religioso:

„Soltanto gli idioti lodano ed esaltano le moschee,mentre fuorviano i loro cuori pieni di amore e fede.“

Mevlana risolveva spesso i conflitti con diplomazia e umorismo. Una volta, alla riunione dei teologi islamici gli fu chiesto di chiarire a quale ordine ufficiale dei dervisci apparteneva. Tra lo stupore generale dei presenti Mevlana disse di appartenere a tutti, perché in ogni insegnamento c’è della verità, aggiungendo che questa verità è spesso distorta dal cieco credere dei seguaci. Alle accuse di essere un eretico e un infedele rispondeva sempre in modo quieto, affermando che può accettare anche tale giudizio su di lui. È interessante come oltre il grande numero di nemici, l’oroscopo di Mevlana evidenzi anche un’eccezionale protezione da parte di personaggi molto importanti e potenti, perché il suo pianeta più importante è proprio Giove in undicesima casa, il che indica il supporto di conoscenti potenti. Riguardo a chi erano questi potenti conoscenti lascia intendere “Maktûbât”, una raccolta di sue lettere nelle quali dava consigli e spiegazioni relative alla religione e alla giurisprudenza, al sultano, ai rappresentanti dello stato e ai molti altri personaggi importanti.

Secondo i dati storici la scuola di Mevlana è stata frequentata da circa diecimila allievi. Nel lavoro con la gente lo aiutavano spesso i membri famigliari, tra i quali si distingueva in modo particolare il suo figlio Sultân Walad, il quale era il più talentato dei suoi quattro figli e che gli succedette nel anno 1273 d.C. e che fondò formalmente la Confraternita dei Mevlevi rendendola così un ordine ufficiale di dervisci. È interessante menzionare che con la sua presenza e la sua attività consapevole Mevlana ha influito sui suoi processi di consapevolizzazione della mente del figlio, e che la Coscienza di Sultân Walad è maturata, il che ha dato grande gioia a Mevlana. Concludendo l’insieme del suo esprimersi individuale con la creazione del successore – un figlio che ha consapevolizzato Dio in se stesso, Mevlana si abbandonò consapevolmente alla morte come processo inevitabile della manifestazione: “Per chi vive nella Luce divina, la morte fisica è una vera benedizione. Dalla posizione di Dio, ciò non è né bene né male, perché lui è molto lontano dal bene e dal male…”

Dopo una breve malattia Mevlana morì il 17.dicembre 1273, all’età di 66 anni. Il suo funerale è stato registrato come un avvenimento solenne ed eccezionale lungamente ricordato. Oltre ai suoi concittadini, alla cerimonia funebre hanno partecipato i membri di tutte le comunità religiose di Konya, tra i quali il ruolo più importante è stato quello dei membri della Confraternita dei Mevlevi che hanno reso omaggio al Maestro con uno Semâ, proprio come voluto da lui: “Per il mio funerale chiamate i tamburini e i suonatori. Marciate verso la mia tomba gioiosi ed ebbri battendo le mani, affinché la gente sappia che coloro che amano Dio muoiono felici e sorridenti perché vanno verso il luogo dell’incontro finale con il Creatore.”

I resti postumi di Mevlana si trovano ancora oggi nel mausoleo famigliare a Konya, mentre la sua Coscienza Maturata si manifesta in modo particolarmente accentuato nel Luogo di Potere Aia Sofia a Istambul. Siccome quest’anno si compiono esattamente ottocento anni dalla sua nascita, l’UNESCO ha proclamato il 2007 come anno internazionale di Rumi Mevlana.

Quartina di Mevlana iscritta sulla sua tomba:

Fratello, se vieni a visitare la mia tomba, non dimenticare la tua bara.Non è giusto addolorarsi per l’unione con Dio.Dopo la mia morte non cercare la mia tomba sulla terra: la mia tomba è nel cuore di coloro che sanno.

 

Autrice: Gorana Matijašević

Traduzione in italiano: Andrea Pangos

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